L'Adolescenza

L’adolescenza è l’età che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta, e viene solitamente collocata tra i 12 ed i 19 anni di età. Il termine adolescenza fece la sua comparsa a metà dell’800, quando i bambini delle classi più agiate cominciarono a studiare per molti anni, ritardando il passaggio all’età adulta, che era avvenuto fino ad allora in maniera brusca. Insieme agli insegnamenti scolastici i giovani apprendevano anche l’educazione, fondamentale per chi si stava per affacciare nel mondo degli adulti. Così, l’adolescente imparava passivamente nozioni e comportamenti, in modo da essere “adeguato” alla società.

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Oggi, a più di 150 anni di distanza, le cose stanno molto diversamente. Quando il bambino entra nell’adolescenza, la famiglia, una volte fonte principale di tutti gli stimoli e di tutti gli insegnamenti, perde importanza, mentre il gruppo dei pari, gli amici, passano in primo piano. Un genitore quindi può sentire di stare perdendo il figlio e può avere difficoltà a capirne il comportamento. In più, anche negli ultimi trenta anni sono cambiate molte cose, basti pensare a come comunicano oggi i ragazzi, e le difficoltà degli adulti a tenere il passo.

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I genitori si trovano spesso in difficoltà perché i cambiamenti sono così importanti e veloci da lasciarli spiazzati. Allora ecco che la famiglia si attiva nel tentativo di comprendere il disagio dell’adolescente che si “ritrova dentro casa”, spesso un completo sconosciuto, ostile per giunta. Questo tentativo è tanto più urgente quanto più la condotta del ragazzo desta preoccupazione, ad esempio nei professori, che possono descrivere una persona che
Uno dei problemi possibili è costituito dal tentativo del genitore di capire i propri figli con il metro di giudizio della propria adolescenza. Questo tentativo rischia di far andare fuori strada il genitore, che cercherà di "mettere dentro" il proprio figlio le cose che ha imparato durante la propria adolescenza. Se queste esperienze sono troppo distanti da quelle con le quali si trova a che fare il figlio, rimarranno spesso inascoltate, e potranno anzi contribuire ad esasperare un rapporto già difficile di per sé.

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Cosa succede all'adolescente?

Passiamo ora dall’altra parte. L’adolescente sperimenta spesso lo stesso sentimento di confusione, incertezza, dovendo adeguare la sua immagine corporea di bambino ai cambiamenti fisici in atto, e trovandosi a dover gestire situazioni sempre più complesse. È attratto da un lato dall’
autonomia, dalla responsabilità, e dalla complessità del mondo degli adulti, dall’altro lato è attratto dal confortevole e conosciuto senso di essere protetto dai genitori, proprio come quando era un bambino.
Come può un genitore aiutare il proprio figlio in questo difficile periodo?
Sappiamo dalla ricerca quanto impariamo dagli altri in maniera implicita, facendo nostri comportamenti delle persone per noi significative. Credo che un primo importante consiglio da dare a i genitori sia quello di tenere nella massima considerazione l’importanza della
coerenza. Un comportamento coerente, permissivo quando è possibile ma fermo, deciso quando è necessario, aiuterà l’adolescente a imparare a regolare le proprie emozioni interne e quelle che prova quando interagisce con gli altri. E' chiaro, è un compito difficile per i genitori, spesso al lavoro per la maggior parte del giorno. E' importante che, se i momenti di incontro sono pochi, servano a cementare il rapporto genitori-figli.
Un secondo fattore da tenere in considerazione è che l’adolescenza è l’età in cui si sviluppa l’
assertività. Cerchiamo di dire due parole in più. Una sana assertività ci consente di “far valere le nostre ragioni”, difendere le nostre convinzioni, anche energicamente, e ci permette allo stesso tempo di riconoscere i nostri limiti. L’adolescente impara a dosarla, spesso andando per tentativi, che possono in parte rendere comprensibile i suoi comportamenti aggressivi o prepotenti. Questo tipo di comportamenti potranno nascere dalla necessità dell'adolescente di difendere a tutti i costi quella che per la prima volta nella sua vita è una SUA idea, convinzione, o proposito.
Il genitore deve quindi fare i conti con diversi cambiamenti, anche nella percezione di sé: può sentire di non essere più indispensabile per il figlio, può addirittura sentire di essere odiato dal proprio figlio. Dovrà cercare di far capire al ragazzo che ci sarà quando ne avrà bisogno, ma che "starà al suo posto", rispettando l'accresciuto bisogno di privacy e autonomia dell'adolescente. L'adolescenza può costituire un bivio nella vita di una persona, in base alle scelte che questa farà, scelte scolastiche, di amicizia, sentimentali. Giungeranno momenti nei quali l'adolescente si sentirà perduto. Allora, nel momento di crisi, farà la differenza per l'adolescente sapere di poter contare sui propri genitori.

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