Il Neonato Sociale

Il bambino è ormai universalmente riconosciuto come un essere sociale. Intorno al secondo mese di vita (ma questa data è variabile) inizia a rispondere agli stimoli che provengono dalle persone che lo circondano, ad esempio con il sorriso sociale. Ora sappiamo anche che sin dai primissimi giorni é attirato da stimoli che indicano una intenzionalità relazionale da parte degli altri.

sorriso sociale

Gli psicologi dell'Università di Padova hanno condotto un esperimento dal quale è scaturito che i neonati sembrano preferire le persone che cercano di comunicare con loro. Nell'esperimento vedere un adulto che sorride o gioca a “bu-bu-settete” provocava un'attivazione cerebrale, mentre vedere ad esempio una persona camminare non aveva lo stesso effetto. Questa ricerca, oltre a spostare al primissimo periodo di vita la nascita del bambino sociale, potrebbe avere dei risvolti interessanti nello studio di terapie ad esempio per i bambini affetti da autismo.

terapia autismo

Grazie ad un altro esperimento si è capito che giochi come il “bu-bu-settete” possono essere assolutamente non adatti con bambini autistici, attivando un processo nel quale il bambino evita attivamente il gioco e, naturalmente, il genitore. I ricercatori hanno individuato dei giochi meno stressanti per il bambino, e hanno chiesto ai genitori di giocare per poco tempo e poi fare una pausa, dando ai bambini una “ricompensa sociale”, come un giocattolo. L’obiettivo di questa tecnica, qui sommariamente descritta, è quello di invogliare il bambino ad interagire, rendendo la comunicazione meno “invadente”.

Capire come
il cervello risponde agli stimoli comunicativi, sin dai primi giorni di vita, offre una buona possibilità di intervenire precocemente su tutta una serie di problematiche che, se non scoperte precocemente, possono aumentare la loro gravità.

fonti:
Web
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