I falsi miti sul cervello

Psicologi, neurologi, neuroscienziati e psichiatri lavorano da anni per cercare di capire come funziona il cervello, e nonostante ciò siamo ancora lontani dall'afferrare la spiegazione del suo funzionamento. Sicuramente è un campo molto complesso, così come lo è lo stesso cervello, composto da più di 100 milioni di neuroni e da un numero ancora maggiore di connessioni tra di essi. Una conseguenza di questa complessità è che tendiamo a semplificarne il funzionamento. Ciò ha dato origine ad una serie di falsi miti. Di seguito potete trovarne alcuni:

Cervello

1) Il colore del cervello è un grigio pallido: di solito si parla di sostanza grigia, ma in realtà il cervello presenta diverse colorazioni, bianca (le fibre che mettono in relazione la sostanza grigia), nera (a causa della neuromelanina, una sostanza che si trova anche nei capelli e nella pelle), e rossa ( a causa delle numerose vene e arterie). Il colore che siamo abituati a vedere è dovuto alla formaldeide, necessaria a preservare i tessuti cerebrali.

2)
Ascoltare musica classica aumenta il "potere" del cervello: di certo ascoltare Mozart non può far male, ma non ci rende più intelligenti. È implicato nell'incremento di certe abilità spazio-temporali, ma anche altri tipi di attività musicali possono svolgere lo stesso ruolo, come imparare a suonare uno strumento, o l'ascolto di altri tipi di musica.

3) I messaggi subliminali sono potentissimi: il primo messaggio subliminale fu inserito in un film nel 1957. In un cinema del New Jersey, durante la proiezione dei film fu inserito un fotogrammma (1/3000 di secondo) nel quale si invitava il pubblico a bere Coca-Cola e mangiare pop-corn. L’autore di questo “esperimento” sostenne che nel periodo seguente il consumo della Coca-Cola e dei pop-corn aumentò del 18%. Successivamente si scoprì che lo studio era stato truccato. In un famoso processo contro il gruppo rock dei Judas Priest, accusati di aver suscitato il suicidio di due ragazzi il giudice sentenziò che non ci sono prove scientifiche a supporto di questa ipotesi. Ci sono molti altri esempi di miti sui messaggi subliminali, come i fotogrammi erotici che sarebbero inclusi nei film della Disney.

messaggi-subliminali

4) Le dimensioni contano: sebbene l’uomo sia considerato il più intelligente degli animali, con un peso medio del cervello di circa 1,3kg (così come il delfino), ci sono animali che sebbene abbiano un cervello molto più grande non sono proprio dei “fulmini di guerra”. Così, ciò che veramente conta è la proporzione peso del cervello-peso del corpo e anche il tipo di strutture cerebrali che compongono il cervello.

5)
Il cervello rimane attivo dopo una decapitazione: durante un’esecuzione del 1793 il boia prese la testa della malcapitata e la schiaffeggiò. In seguito a ciò gli occhi della vittima si girarono verso il boia e il suo viso assunse un’espressione indignata. Così si diffuse questo mito, anche in seguito ad altri episodi simili. Gli scienziati sono però d’accordo sul fatto che si tratti di semplici riflessi che non hanno nulla a che vedere con la consapevolezza.

decapitazione

6) I danni cerebrali sono permanenti: è stato osservato in molti casi di danno cerebrale come sia possibile recuperare, almeno in parte, le funzioni cerebrali. Questo è possibile grazie al potere delle sinapsi (le connessioni tra i neuroni) di rigenerarsi. Non è raro che i dottori siano completamente spiazzati dal recupero di pazienti che hanno subito anche vasti danni cerebrali.

7)
L’alcool brucia le cellule cerebrali: Sebbene i danni nel cervello degli alcolisti siano spesso vasti, tecnicamente i neuroni non vengono bruciati come spesso si crede: sono i dendriti (la parte finale dei neuroni, che trasmettono i segnali elettrici tra un neurone e l’altro) ad essere danneggiati. È quindi possibile affermare che non siano i neuroni in sé ad essere danneggiati, ma la modalità di comunicazione tra neuroni.

8)
Usiamo il 10% del nostro cervello: questo è forse il mito più conosciuto circa il cervello, ma le cose sembrano essere diverse. Qualsiasi attività si stia svolgendo, il cervello è attivato in più o meno tutte le sue parti. Se avessimo la possibilità di usare la decima parte del nostro cervello saremmo davvero nei guai.

10%-del-cervello

Fonte web: http://science.howstuffworks.com/life/inside-the-mind/human-brain/10-brain-myths.htm?mkcpgn=twit1

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Daniele Lami

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