Quali sono i giorni più tristi dell'anno?

Christopher Ingraham, che scrive per il Washington Post, ha pubblicato un interessante (sebbene con evidenti limiti) articolo sul numero di ricerche che le persone fanno su Google in merito a parole chiave che indicano infelicità. Le parole sono: depressione, ansia, dolore, stress e fatica.
I risultati mostrano che le ricerche sono più numerose durante la primavera e l’autunno, minori durante l'estate e ancora meno durante le vacanze. Natale è il giorno meno infelice di questa statistica. Un mercoledì di fine aprile sembra essere il giorno più triste dell'anno, in maniera apparentemente casuale.

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Per quanto riguarda i giorni della settimana, sembra che i week-end siano meno tristi dei giorni lavorativi, in particolare dei martedì e mercoledì.

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Tra le cinque parole depressione e stress sono quelle che mostrano variazioni giornaliere più importanti. Dolore e ansia hanno il loro picco il lunedì,  stress e depressione il martedì, e fatica il mercoledì. Tutte le parole sono meno ricercate durante il week-end e tornano a essere più numerose la domenica. Da un lato, le fluttuazioni non sono sorprendenti. Ci piacciono i week-end molto più di quanto non ci piacciano i giorni lavorativi. D'altra parte, questi numeri suggeriscono che le persone provino maggior dolore (letteralmente) il lunedì. Secondo la psichiatra Elinore McCance-Katz in questa statistica la malinconia stagionale ha un ruolo importante. E’ stato dimostrato che quando la luce del giorno decresce, le persone provano sentimenti di depressione e ansia. Questo spiegherebbe l'incremento di ricerche collegate alla tristezza dalla fine dell'estate a tutto l'autunno.

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Se si guarda il trend annuale nelle ricerche per “disturbo affettivo stagionale”, ad esempio, si troverà che i picchi nelle ricerche ci sono quando ce li si aspetterebbe, a dicembre e gennaio. Ma termini più ampi come depressione, ansia e stress mostreranno tutti un decremento pronunciato a dicembre.

Secondo l'autore è abbastanza comprensibile che
, durante le festeche generano euforia, le ricerche siano minori, mentre è meno comprensibile che durante la primavera le ricerche aumentino, dato che le giornate si allungano e le temperature salgono. Secondo queste ricerche su Google i giorni più infelici dell'anno si hanno in marzo e in quel mercoledì casuale di fine aprile.
La psichiatra sostiene come diverse ricerche abbiano mostrato una grande incidenza di
depressione e ansia anche nei mesi primaverili. Sembrerebbe che quando le giornate si allungano il nostro sistema chimico regolatorio sia messo a dura prova. Potrebbe darsi che uno squilibrio nella serotonina e nella melatonina, che variano secondo il numero di ore di luce, possano avere un effetto sull'umore.
La buona notizia, sempre secondo la psichiatra, è che quando proviamo tale malessere possiamo consolarci pensando che non siamo i soli, e aggiunge come la maggior parte delle persone che li provano (43 milioni di persone negli USA l'anno scorso) possano essere facilmente aiutati con la psicoterapia e la farmacoterapia.
Fonte: Washington Post

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Daniele Lami

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