I pregiudizi sulle mamme

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Le statistiche e diversi esperimenti condotti dagli
psicologi ci dicono che le donne in gravidanza sono considerate negativamente nel senso comune, e ancor di più nel mondo del lavoro. Spesso tutto ciò di cui si parla è la famosa depressione post-partum.
Uno degli altri falsi miti legato alla gravidanza é la Pregnesia o Momnesia, e che sarebbe la
diminuita capacità della memoria delle future mamme. Recenti esperimenti hanno mostrato come le ricerche che hanno portato a coniare questi termini hanno tralasciato alcune variabili fondamentali: ad esempio, una futura mamma si trova sicuramente in un periodo delicato e complesso, quindi avere una memoria che ogni tanto ha delle performance meno buone del solito è assolutamente normale.

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Ció che di nuovo sappiamo circa il cervello di una gestante va certamente contro tutti questi falsi miti negativi.
Durante la gravidanza i sensi si acuiscono, rendendo in grado la madre di riconoscere il pianto del proprio bambino tra molti altri. Altri studi hanno rilevato come a distanza di alcuni mesi dal parto alcune aree cerebrali abbiano un volume piú grande, in particolare aree legate alle emozioni e alla memoria. Altri studi ancora riportano una accresciuta capacità nel riconoscimento delle espressioni facciali, e una maggiore attenzione nei riguardi di volti tristi.
Attualmente ci sono molti studi condotti su animali, che mostrano come le madri divengano molto più abili nello svolgere più attività contemporaneamente e siano molto meno soggette alla paura rispetto a quando non erano ancora incinta. Cominciano a giungere conferme su questi “miglioramenti” nel
cervello materno anche negli esseri umani, che auspicabilmente porranno fine a tutti i pregiudizi nei confronti delle donne in gravidanza.
Fonte web

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