Che cosa è il disturbo ossessivo compulsivo

Il disturbo ossessivo compulsivo è ormai uscito dallo studio di psicoterapia per entrare nel lessico comune, anche se spesso si nomina senza sapere bene di cosa si tratti. Come suggerisce la denominazione è una forma di disagio che si compone di due forme ben distinte, le ossessioni e le compulsioni.

Ma cosa è un pensiero ossessivo? E cosa è una compulsione?

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Per iniziare a comprendere cosa provi chi è affetto da questo disturbo, si può partire dal fatto che si tratta di un particolare disturbo d’ansia.

Le ossessioni sono quei pensieri che invadono letteralmente le menti e le vite di chi ne soffre, come ad esempio può accadere a chi sia ossessionato dalla sporcizia, costretto a lavarsi continuamente le mani: ecco la compulsione, ovvero un comportamento che si riconosce essere irrazionale, immotivato, ma che non si può evitare di mettere in atto e serve per ridurre momentaneamente l’ansia legata all’ossessione corrispondente. Le compulsioni sono tali quando diventano l’attività principale delle giornate di queste persone, portando via molte ore e influenzando in maniera significativa la qualità della vita.

Non è raro che queste persone siano molto apprezzate in ambienti di lavoro, basti pensare ad un contabile che, rifacendo ossessivamente i conti della propria azienda fa sì che non ci siano mai errori amministrativi. A quale costo però, per la persona…

Le tipologie di
ossessioni maggiormente diffuse sono quelle riguardanti la contaminazione (paura di germi, sporco…), la paura di far del male a persone care, la necessità irrinunciabile di tenere in assoluto ordine delle cose o disporle simmetricamente (perfezionismo), pensieri intrusivi (non essere sicuri se si è chiusa una porta, il gas), pensieri violenti o di carattere sessuale.

Le
compulsioni più diffuse sono quelle che riguardano la pulizia, come il lavarsi incessantemente le mani, il controllo delle persone care (ad esempio chiamarle molte volte al giorno per assicurarsi che il pensiero di poter far loro del male non si sia avverato), il contare, il rivedere mentalmente ogni momento della giornata per “controllare” che non si siano commesse “cattive azioni”, e anche l’evitamento di situazioni stressanti.

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Il trattamento di questo serio disturbo è costituito dalla psicoterapia, a volte affiancata dalla terapia farmacologica, e ancor più di altri disturbi ha bisogno che il paziente sia estremamente motivato ad impegnarsi nel lavoro terapeutico, dato che dovrà confrontarsi con l’elevato livello di ansia che tenta giornalmente di evitare. Naturalmente molto dipenderà anche da quanto antiche siano l'ossessione e la compulsione.

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Daniele Lami

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