Nuova scoperta sul sonno e sui sonniferi

I ricercatori della University of California hanno fatto una scoperta molto interessante che riguarda il sonno. Hanno scoperto che durante i "fusi del sonno", una fase non-REM del sonno, i ricordi della nostra memoria a breve termine passano in quella a lungo termine, specialmente quelli che hanno un carattere particolarmente rilevante dal punto di vista emozionale. Questa scoperta ha importanti implicazioni per tutti quei disturbi nei quali è coinvolta la memoria, come ad esempio il morbo di Alzheimer, la demenza e la schizofrenia. Potrebbe essere infatti possibile, in futuro, manipolare farmacologicamente il sonno per incrementare la memoria.
La ricerca.
I ricercatori hanno somministrato due comuni sonniferi a dei volontari. Dopo l’assunzione dei sonniferi le persone che hanno partecipato alla ricerca ricordavano più facilmente
gli stimoli negativi e memorie particolarmente rilevanti dal punto di vista emozionale. Fino ad oggi sapevamo che i fusi del sonno sono coinvolti nella memoria dichiarativa, ovvero la memoria di informazioni circa il mondo, come luoghi, persone ed eventi. Da oggi sappiamo che questa consolidazione di memorie riguarda anche la memoria emotiva, finora ritenuta svolta esclusivamente dal sonno REM.
Questa scoperta secondo i ricercatori potrebbe avere applicazioni molto importanti anche per tutte quelle persone che soffrono di
disturbi d’ansia e di disturbo post-traumatico da stress (vittime di eventi traumatici, come ad esempio sopravvissuti ad eventi catastrofici e militari).

sonno ptsd ansia

Queste persone sono spesso trattate con farmaci simili a quelli usati nella ricerca (sonniferi e benzodiazepine), e di certo non hanno necessità di incrementare i ricordi spiacevoli, spesso tra i “sintomi” più difficili di questi disturbi.
Questa ricerca dunque, sebbene necessiti di approfondimenti ulteriori potrebbe portare ad una rivoluzione nel trattamento dei
disturbi dell’umore e del disturbo post-traumatico da stress.

Fonte web

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