Un trauma è per sempre?

Non solo gli psicoterapeuti sanno quanto sia difficile superare un trauma, e molto spesso si ritiene sia ancora più arduo nei casi in cui il trauma sia stato ripetuto nel tempo o negato dalle persone che circondano chi lo ha subito.

Ma perché gli
effetti di un trauma sono così gravi?

Per la prima volta lo
psicologo Joshua Johansen e i suoi collaboratori hanno dimostrato come si forma un trauma. Per spiegarlo Johansen usa l’esempio del morso di un cane, di sicuro un evento traumatico.

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Quando il cane ci affonda i denti nella gamba nel nostro cervello un elevatissimo numero di neuroni si attiva contemporaneamente, stabilendo molte più connessioni che in situazioni non traumatiche. Ed è noto come un evento che genera molte connessioni formi dei ricordi assai più forti e duraturi.

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Come si forma la memoria di un trauma?

In seguito all’elevato numero di connessioni createsi l’amigdala consente agli stimoli elettrici di assumere una connotazione emotiva, “
positiva” o “negativa”, associandoli appunto all'emozione, che rimane inscritta nella memoria in modo molto potente.
Nell’esempio del cane avere paura di essere attaccati dagli animali ha di certo una ragione evoluzionistica, ma in alcune persone paure come questa possono fortemente
limitare la qualità della vita.

L’
elaborazione del trauma è uno degli obiettivi di molte psicoterapie, e le memorie e le emozioni sono gli strumenti dei quali terapeuta e paziente si avvalgono per raggiungere tale obiettivo.

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Esperimenti come quelli degli psicologi del gruppo di Johansen possono fornire nuova luce sulla formazione delle memorie traumatiche, e secondo l’autore in futuro anche su come “dimenticare” gli eventi traumatici.

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Daniele Lami

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