La psicoterapia funziona davvero?

È sempre vivo il dibattito tra gli psicologi riguardo l’efficacia della psicoterapia, dato che da molte parti giungono critiche circa la possibilità di un reale cambiamento attraverso il lavoro con lo psicoterapeuta. Da diversi anni le tecniche di indagine, come la PET e la fRMI permettono di osservare “dal vivo” cosa accade nel cervello delle persone.

cambiamento-psicoterapia

Sono stati effettuati diversi studi con gruppi di pazienti affetti da diversi disturbi psicologici e patologie, psichiatriche e fisiche, come il disturbo ossessivo-compulsivo, la sindrome post-traumatica da stress, le fobie, l’ansia, il disturbo da attacchi di panico, la depressione, la schizofrenia ed il cancro.

L’oggetto di queste indagini riguarda i cambiamenti funzionali e di alcuni parametri neurobiologici in varie aree cerebrali, come il livello di afflusso sanguigno o alcuni fattori neuroendocrini. Il funzionamento anomalo di queste zone del cervello è responsabile dei sintomi mostrati dai pazienti. I cambiamenti riscontrati sono in relazione al miglioramento del quadro clinico in questi pazienti.

Tra tutti i dati emersi dalle ricerche, quelli più significativi dimostrano come
diversi tipi di psicoterapia inducano un cambiamento nel cervello pari a quello che si può ottenere con la somministrazione di farmaci, spesso usati come terapia preferenziale in pazienti con i disturbi sopraccitati.

Ad esempio in uno degli studi è stato osservato come le pazienti affette da carcinoma alla mammella abbiamo in media
un’aspettativa di vita maggiore di circa 18 mesi se intraprendono una psicoterapia, rispetto a quelle che hanno seguito unicamente una terapia farmacologica.

Un altro esempio è il disturbo post-traumatico da stress, nel quale la possibilità di rispondere adeguatamente a un
trauma dipende dalla creazione di una dettagliata rappresentazione accessibile verbalmente (VAM, Brewin) riguardante il trauma stesso. Tale rappresentazione, acquisita attraverso il lavoro psicoterapeutico, viene integrata nelle strutture cognitive pre-esistenti del soggetto.

La
conclusione alla quale si può arrivare è che in molti casi i farmaci non bastano, e che comunque una psicoterapia può costituire quantomeno un più che valido aiuto nella ricerca di un maggiore benessere psico-fisico.

Fonte: “Pionieri o emigranti? In viaggio con la psicoanalisi nelle terre di confine…”, Psychomedia, 2005

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